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“Stop ai prezzi” dei generi di largo consumo per sei mesi

E’ scattata da lunedì 15 ottobre, in oltre 1000 punti vendita, l’operazione “Stop ai prezzi” in Lombardia, realizzata grazie all’iniziativa del presidente della Regione, Roberto Formigoni, e dell’assessore al Commercio, Fiere e Mercati, Franco Nicoli Cristiani, che ha ricevuto l’adesione volontaria delle imprese e delle associazioni del sistema distributivo, adesione sancita oggi dalla firma di un accordo semplice e impegnativo. Sono impegnate nell’operazione “Stop ai prezzi”: Auchan-Sma, Carrefour-Gs-Diperdì, Esselunga, Il Gigante, Finiper, Bennet, Iperal, Tigros, Coop, Italgros e l’Unione del Commercio. A questi operatori si aggiungeranno, nei prossimi giorni, anche Standa e Ikea.

Lavoro

“Con la legge regionale n. 22 del 2006 – ha detto ancora Formigoni – abbiamo avviato una profonda riforma del sistema regionale di intervento nel mercato del lavoro, prevedendo la costituzione di un nuovo sistema di governance del mercato del lavoro”. La legge regionale promuove la realizzazione di una rete di soggetti, di azioni e di strumenti il cui fine è il perseguimento di “buona” occupazione, con garanzie di tutela e sicurezza.

Meningite, presto vaccinazione gratis

Diventeranno interamente gratuite le vaccinazioni contro la meningite per tutte le famiglie lombarde che decideranno di farne richiesta per i propri figli. E’ infatti in dirittura d’arrivo la delibera della Giunta regionale relativa alla somministrazione della vaccinazione antimeningococcica C e dell’antipneumococcica per cui si prevede l’intero esonero del pagamento per qualsiasi soggetto che lo richieda.

Stanziamento fondi per ristrutturazione Scuole

La Giunta regionale ha deciso, su proposta dell’assessore all’Istituzione, Formazione e lavoro, Gianni Rossoni, di stanziare 10.850.000 euro per la ristrutturazione, degli edifici scolastici pubblici (scuole materne elementari e medie) delle scuole d’infanzia, gestite da enti privati senza scopo di lucro, ubicati in Comuni con meno di 10.000 abitanti. Un altro milione è stato destinato all’acquisto di scuolabus.

Tossicodipendenza: libertà di accesso

Libertà di accesso alle strutture di recupero da parte dei pazienti, otto milioni di euro in più stanziati per un totale di 28 milioni (+ 38,8%), un premio di qualità aggiunto in caso di reinserimento effettivo dei tossicodipendenti nel mondo del lavoro. Queste le novità introdotte dalla Giunta regionale per il mondo delle Comunità di recupero con una delibera proposta dell’assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale, Gian Carlo Abelli. Attualmente in Lombardia esistono 98 Sert (96 pubblici e 2 privati accreditati) che trattano circa 33.000 pazienti. Le Comunità di recupero sono 130 (private accreditate) per un totale di 2.453 posti.

Voucher di conciliazione maternità - lavoro

Nella prospettiva di conciliare maternità e lavoro il presidente Roberto Formigoni, ha ricordato che la Regione ha in progetto di introdurre il “voucher di conciliazione”, per favorire pienamente le differenti esigenze della famiglia nei periodi di transizione legati alla nascita e ai primissimi anni di vita dei figli”. Il voucher, che garantisce la libertà di scelta tra lavoro e cura dei figli, permette l’accesso a una pluralità di servizi (baby sitter, micronidi, nidi famiglia, nidi aziendali) o alternativamente, permette l’integrazione del reddito delle famiglie in caso di abbandono del lavoro da parte di uno dei due genitori.

Ospedali “rosa”

Sui 44 ospedali che, in tutta Italia, hanno ottenuto il “bollino rosa” perché hanno mostrato un particolare impegno sul fronte femminile, ben 19 sono le strutture ospedaliere lombarde, secondo i dati del Rapporto Ospedaledonna, elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.Da), che garantiscono un particolare impegno sul fronte femminile. Sono ospedali che hanno il merito sia di dedicarsi allo studio e alla cura delle patologie femminili, ma anche quello di affidare alla gestione e alla direzione femminile settori crescenti di attività.


DOMANDE ALL'AMMINISTRAZIONE: Risponde Stefano Maullu

Chi vive una situazione di grande affanno perchè in famiglia c’e’ un malato terminale, sa quanto siano importanti “i farmaci” antidolore. Vorrei sapere dall’Assessore Bersani che cosa può fare la Regione.
Marianella

La Redazione non ha potuto raggiungere l’assessore, ma ha verificato quanto segue:
Nuovi farmaci antidolore saranno a completo carico del Servizio sanitario regionale, e quindi gratuiti. Si tratta di farmaci che vanno somministrati a persone affette da dolore provocato da una patologia neoplastica o degenerativa per lenirne le sofferenza e migliorarne la qualità della vita. Alcuni sono già disponibili sul mercato nazionale ma, per disposizione della Commissione unica del farmaco, sono a carico degli assistiti, altri sono i cosiddetti preparati "galenici", cioè "confezionati" dal farmacista su indicazione dei medici curanti, quando i medicinali preconfezionati normalmente disponibili non siano adeguati a coprire particolari bisogni (ad esempio, dosaggi per i bambini). Lo ha deciso la Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità Carlo Borsani. La prescrizione di questi farmaci dovrà però essere effettuata da medici dipendenti o convenzionati con il Servizio sanitario regionale o che hanno un incarico di tipo libero professionale con le ASL o con le strutture di ricovero pubbliche nell'ambito dei servizi di cure domiciliari, cure palliative, ma anche da medici di organizzazioni non profit che operano con atto formale delle ASL o di un'azienda ospedaliera pubblica a sostegno dei servizi domiciliari di cure palliative."Questa iniziativa - afferma l'assessore Borsani - è resa possibile dalla correttezza del bilancio sanitario regionale anche per quanto riguarda la spesa farmaceutica, che ci ha consentito nei mesi scorsi l'ampliamento della esenzione dal pagamento dei ticket per le medicine per una vasta fascia di popolazione, dai malati cronici a pensionati a basso reddito ai disoccupati, ai cassintegrati e ai cittadini in mobilità straordinaria". "E' inoltre una scelta - aggiunge l'assessore - che rientra nel disegno di un modello di assistenza nella terapia del dolore e delle cure palliative, che la Regione ha posto tra le priorità del Piano sanitario lombardo".
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Risponde il consigliere Stefano Maullu

1) Egr. Cons. Maullu, vivo e lavoro in Lombardia da due anni. Ho letto che con il nuovo regolamento dell’Aler si intende premiare soprattutto i cittadini Lombardi. Ho moglie, 2 figli e uno stipendio basso. La mia opinione è che il criterio della condizione economica debba sempre contare di più nell’assegnazione dei alloggi popolari. Il criterio dell’anzianità di residenza in Lombardia non rischia di essere discriminatorio per gli altri cittadini?
Giuseppe – Milano

«Assolutamente no. La residenza, e quindi il relativo punteggio, vuole premiare soprattuttoquei cittadini che ce l’hanno da 15-20 anni. Per il resto rimane prioritario il criterio del disagio sociale: un cittadino sfrattato, magari con una famiglia numerosa alle spalle, avrà sempre la precedenza rispetto a chi è residente da più anni. Infatti il regolamento mette al primo posto, come titolo per l’assegnazione di un alloggio popolare, la condizione della famiglia (ossia la presenza di anziani, disabili, ecc.) seguita dalla condizione economica e dalla condizione abitativa (ad esempio la presenza di sfratto esecutivo o la convivenza in alloggi sovraffollati o inagibili). Solo dopo aver tenuto conto di questi requisiti ci si basa sul numero di anni di residenza in Lombardia. Tale punteggio rappresenta un correttivo rispetto agli altri elementi che, a parità delle altre condizioni, offre un vantaggio ai cittadini residenti da più tempo nella nostra Regione ».

2) Egr. Cons. Maullu, ho moglie, 3 figli e una persona a anziana a carico. Il nostro reddito è basso, tenuto conto del numero dei componenti della mia famiglia, ma è paradossalmente troppo alto per entrare nei parametri dell’edilizia popolare. E’ prevista qualche agevolazione per le famiglie che stanno nelle nostre condizioni e che faticano ad arrivare a fine mese?
Mario – Sesto S. Giovanni (MI)

«Per queste tipologie di famiglie è stato approvato un provvedimento ad hoc da parte della Regione Lombardia: il canone moderato. Infatti gli alloggi a canone moderato sono destinati alle famiglie lombarde che non si trovano in tale difficoltà da rientrare nei parametri dell’edilizia sociale, ma non sono neppure sufficientemente benestanti per affrontare i crescenti prezzi del mercato privato in affitto. Questa nuova tipologia di alloggi, introdotta per la prima volta in Italia dalla nostra Regione, è destinata a famiglie con indice ISEE (indice socio-economico equivalente) compreso tra 14.000 e i 17.000 euro. I potenziali utenti sono stati calcolati in 25.000 famiglie. Nel giro di cinque anni saranno messi a disposizione 7.000 alloggi (o di nuova edificazione o comprati e ristrutturati)».

3) Egr. Cons. Maullu, sono in graduatoria da 5 anni, in attesa che mi venga riconosciuto il diritto a vedermi assegnato un alloggio popolare. Tanta gente è nella mia condizione, ma il fenomeno dell’abusivismo premia soprattutto chi non rispetta le regole. Cacciando gli abusivi verrebbe ripristinata legalità. Chiediamo solo questo: che, almeno per quanto riguarda il problema della casa, non vincano come al solito i furbi e i disonesti. Chiediamo troppo?
Anna Maria – Pero

«Chi occupa senza titolo una casa popolare deve lasciarla. Il nuovo regolamento inserisce alcuni elementi destinati a contrastare efficacemente i fenomeni di occupazione abusiva degli alloggi pubblici. Per prima cosa nessuna sanatoria sarà prevista per chi ha occupato abusivamente una casa popolare. Oltre allo sgombero, l’occupante abusivo non potrà partecipare ai bandi di assegnazione per i successivi 5 anni. Tutto ciò, unito alla velocizzazione delle procedure burocratiche di assegnazione, contribuirà ad ottimizzare la gestione degli alloggi».