| La cultura del viaggio |
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| Diario / Generale / Giovedì 13 Maggio 2010 22:30 |
Cultura del viaggioUn itinerario francese tra Bretagna e Normandia Luglio 2004, le ferie estive si avvicinano: la scelta dei luoghi dove andrò è dettata da un motivo funzionale, devo raggiungere mio figlio a Vannes e colgo l’occasione per trascorrere con lui qualche giorno. Parto alla sera dell’ultimo venerdì da Milano, passo il Frèjus che è già notte, l’indomani sono a Clermont-Ferrand, poi Limoges, Angoulème, Saintes, La Rochelle: non è ancora Bretagna, ma mi fermo a visitare la città, famosa per il lungo assedio che subì ad opera dei Francesi nel 1628, dopo che si era alleata con gli Inglesi nel 1627 e per aver fondato una colonia d’oltremare diventata molto importante: la città di Montreal, in Canada. La città è accogliente, il centro storico ricco di suggestioni e di cose da vedere, si respira un’aria atlantica, si avverte l’importanza storica del luogo, anche se trasformato in un bellissimo centro ricco di bar, negozi, ristoranti e un bellissimo porto turistico, sul quale si affaccia la Porte de la Grosse- Horloge, poderoso torrione quadrato del Duecento con torrini angolari e aggiunte successive. Se guardate la porta dall’esterno, come in fotografia, alla vostra sinistra vedrete due torrioni che delimitano il porto e alle vostre spalle la rada piena di imbarcazioni: sullo sfondo, ancora la città. Collegata da una cinta di mura oltre il porto, vedrete la guglia che sormonta la Tour de la Lanterne, quattrocentesca costruzione cilindrica che serviva da faro...
...prigione, torre di avvistamento e difesa. Se rientrate nel centro storico, potrete trovare ai lati delle strade lastricate deliziosi negozi, caffè, ristoranti, piazze e porticati generosi di sorprese, come la vecchia giostra, perfettamente e allegramente funzionante. L’aria di mare vi accompagna, i francesi di La Rochelle sono briosi, gentili, dalla personalità molto indipendente, inclini al commercio, vi mettono subito a vostro agio, sia che chiediate un’informazione, sia che vogliate acquistare un libro o siate in cerca di una medicina. I negozi del corso, molto ben tenuti, offrono di tutto, in vetrine pulite ed eleganti che si affacciano sulle storiche strade. Se amate i musei, potete visitare quelli di storia naturale, di belle arti, il Museo del Nuovo Mondo e il museo di storia locale. La mia visita è breve e superficiale, ma vivo un’atmosfera diversa, la città ordinata, l’aria frizzante, vagamente salmastra, il cielo azzurro, la brezza di mare entra anche dalle grandi porte, dalle vie lastricate nel centro storico, i caffè del grande viale alberato fuori le mura brulicano di gente e di artisti, il gusto del particolare e dell’arredo nei negozi e nella città è evidente. Proseguo fino a Vannes, capoluogo del dipartimento del Morbihan, conserva un bel tratto delle vecchie mura, splendono i suoi giardini realizzati dove c’era l’ampio fossato,...
...restano impresse le case bretoni, le antiche case del centro storico in muratura e legno, dette case a graticcio. Oltre le case a cuspide e a sporto della foto 13, edifici caratteristici di tipo cinquecentesco presenti in molte regioni europee, si intravede la cattedrale di Saint-Pierre, chiesa gotica iniziata nel XIII secolo. I kilometri accumulati sono tanti, il pomeriggio è ormai avanzato, mio figlio è arrivato, mia moglie consulta le carte e le prenotazioni che abbiamo fatto via internet per avviarci a una chambre d’hote, a Elven, dove dormiremo. Le chambres d’hotes costituiscono una delle più interessanti possibilità di dormire: simili al concetto del bad end breackfast, in luoghi bellissimi, in edifici accoglienti, un proprietario di casa vi ospita riservandovi camere e bagno, vi prepara e offre la colazione del mattino, avete a disposizione televisione o biblioteca o soggiorno per chiacchierare e giardino, vivete a contato (se volete)dei padroni di casa che si mostrano sempre felici di raccontarvi la loro storia, eccellendo in premura e riservatezza. In più, gradita sorpresa, il costo è bassissimo! Nelle foto,
si vede dove abbiamo dormito a Elven, in una “villa” dove vive una giovane signora con la propria famiglia, che ci ha riservato camera con bagno, dove potevamo usare il soggiorno, le salette attigue, il giardino, dove ci ha accolto con un ricco aperitivo e dalla quale ci siamo accomiatati l’indomani dopo un’abbondante colazione e una deliziosa conversazione, pagando in tre persone, tutto compreso, ma tutto, solo 52 euro! Il giorno dopo, visito Malestroit, piccola cittadina dal sapore nordico per le sue case a graticcio, ma dal cielo mediterraneo per il suo azzurro intenso: a parte un festival di musica molto seguito dai giovani, a Malestroit non ci sono cose molto importanti, ma la cittadina è particolarmente invitante, con le sue case costruzioni caratteristiche, con le sue sculture lignee su alcune case, il fiume dal quale si può arrivare direttamente e comodamente in barca, i tetti spioventi in ardesia, la Place de Bouffay, tranquilla ed accogliente. Sembra un posto dove l’invito all’ozio è particolarmente eloquente, nonostante l’operosità degli abitanti. Più grande, più articolata nelle vie e completamente arricchita da infiniti fiori ad ogni finestra, aiuola, via, piazzetta, è Rochefort-en Terre, bellissima cittadina, ricca di antiche case del ‘500 e del ‘600. Ha una bella chiesa e un castello del quale restano solo alcune parti, ma l’interesse per la visita è senza dubbio per l’atmosfera di grande allegria e naturalezza, ordine e piacere del gusto ornamentale delle fioriture.
Proseguo in tranquille strade provinciali ed anche secondarie, molto più vicine alla quotidianità dei campi e della gente che non le superstrade e autostrade, a volte tra campi di girasole, a volte tra grandi balle di paglia arrotolate, moderni covoni silenti dalla maestosità stagionale. Arrivo alla foresta di Paimpont, non facile da raggiungere, una bella estensione di 40 kilometri quadrati di verde, ricca di leggende e suggestioni Bretoni: si possono vedere, secondo la leggenda, la foresta di Mago Merlino, la sua pietra e la fonte dell’eterna giovinezza. Le segnalazioni non sono sempre chiare, anche se una grande mappa stradale riassume le varie indicazioni.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Novembre 2010 19:27 |

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